Termico diretto o trasferimento termico: quale scegliere?

consiQuando ci si avvicina al mondo dell’etichettatura per la prima volta, uno dei principali dilemmi è capire la differenza reale che c’è tra la stampa a trasferimento termico e quella a termico diretto, e scegliere quale sia la più adatta alle proprie esigenze.

Per rendere il tutto un po’ più semplice ai neofiti, possiamo riassumere in maniera semplificata le due tipologie tramite queste equazioni, corredate di immagini esplicative:

  • Termico Diretto = Carta termica + Stampante

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  • Trasferimento Termico = Carta + Ribbon + Stampante

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Volendo ampliare l’equazione…

  • Termico Diretto = [Carta termica (non protetta/semi-protetta/protetta) o Cartoncino termico] + Stampante
  • Trasferimento Termico = Supporto (carta Vellum/patinata/triplex/patinata antiolio/Tyre/polipropilene/PET/…….) + Ribbon (cera/cera resina/resina) + Stampante

Si potrebbe continuare ancora e ancora fino a scendere almeno altri 2 livelli ma fermiamoci qui; essendo il discorso sui materiali molto più complesso, cercheremo di trattarlo successivamente in maniera più approfondita.

Soffermiamoci invece sul vero nocciolo della questione, ovvero quale di questi due sistemi è quello giusto per noi.


Il Termico Diretto è consigliato a grandi linee a chi necessita un’etichetta che non debba durare a lungo nel tempo, in quanto parliamo di carta chimica che tende a sbiadire e scolorirsi se sottoposta a modeste fonti di calore.

Un esempio che spesso viene adoperato è il caso delle etichette da sovracollo, in cui l’etichetta si stampa, si attacca al pacco, e se tutto va bene in pochi giorni arriva a destinazione.

Con il Termico Diretto non serve inchiostro (ribbon), non serve saperlo montare, non bisogna preoccuparsi di doppi approvvigionamenti, e gli addetti ai lavori vanno istruiti solamente su come montare il rotolo nuovo di etichette una volta che è terminato, il che è di gran lunga più semplice di spiegargli anche come montare il ribbon.


Quando parliamo di Trasferimento Termico invece, le possibilità sono infinite:

questa tipologia di stampa infatti permette di stampare su un’infinità di materiali, adattabili ad un varietà enorme di applicazioni; inoltre la resa di una stampa a trasferimento termico, dal punto di vista della durata nel tempo, si avvicina a quella di una laser.

La cosa importante è che l’abbinamento tra tipo di supporto e ribbon sia corretto.

Altre valutazioni che vanno fatte sono sicuramente l’impatto che hanno queste due tipologie di stampa termica sull’usura della testina della stampante: il tipo che la consuma maggiormente è quella termica diretta, poichè la carta struscia sulla testina durante il processo di stampa.

Al contrario il trasferimento termico, con l’ausilio del ribbon posto tra supporto e testina, la protegge.

Riguardo le stampanti in generale, è bene ricordare che quelle a trasferimento termico possono stampare sia in termico diretto che a trasferimento termico, mentre quelle che nascono termiche dirette, possono stampare solamente in questa modalità.

Riassumiamo sinteticamente quanto detto finora sulle due tipologie di stampa, elencandone i pro e in contro.

 

tabella

 

TERMICO DIRETTO

PRO

  • Semplicità di utilizzo (basta caricare la carta)
  • Approvvigionamento materiale semplificato
  • Costo stampante inferiore

CONTRO

  • Durata stampa breve e non garantita nel tempo
  • Scarsa variabilità di supporti stampabili
  • Poche applicazioni realizzabili
  • Maggiore usura della testina

 

TRASFERIMENTO TERMICO

PRO

  • Qualità e durata nel tempo
  • Vasta gamma di supporti stampabili
  • Infinite applicazioni attuabili
  • Maggiore durata della testina

CONTRO

  • Difficoltà iniziale nel caricare i supporti
  • Costo stampante leggermente superiore
  • Necessità di accoppiamento etichette + ribbon
  • Le stampanti richiedono maggiore manutenzione

 

La domanda che ci viene posta più spesso è: “Tra la stampa in termico diretto e quella a trasferimento termico, quale costa di meno?”

La risposta è semplice, non c’è una differenza vera e propria (parliamo di centesimi) la vera domanda che bisognerebbe porsi è : “Di cosa ho bisogno?”

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