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Recensione stampante Zebra ZD420

Questa volta abbiamo testato la stampante desktop che rivoluzionerà il mondo dei film termici: la Zebra ZD420.

Nonostante faccia parte della serie G (modelli GC, GK e GX), si propone di surclassarle e prima o poi sostituirle, facendo leva non solo sulla praticità dell’innovativo sistema di cartucce, ma anche delle moderne interfacce e connettività wireless.

Dalla confezione niente di nuovo dall’esterno e dal contenuto, troviamo come sempre la stampante ben assicurata ed imballata, un cavo USB, alimentatore e relativo cavo e la documentazione del prodotto con CD utente.
Nel nostro caso la stampante è di colore grigio antracite ma può essere bianca nella versione Healthcare, e può stampare sia a trasferimento termico, sia in modalità termica diretta; come dimensioni e peso rientra nella categoria desktop, misurando 254x202x177 mm per 2.3 kg di peso.

Come prima differenza rispetto al classico design single-button spicca subito all’occhio il pannello di controllo posto sulla parte superiore anteriore della macchina, sul quale alloggiano 5 spie (Stato, Pausa, Dati, Supporti e Rete) che possono essere spente, rosse, verdi, gialle, lampeggianti o fisse per indicare le varie attività o lo stato della stampante.

Troviamo anche i quattro pulsanti di Alimentazione, Pausa, Avanzamento e Annulla per le funzioni corrispondenti, ed il tasto per la funzionalità Zebra Print Touch ™ che permette di associare alla stampante dispositivi Android abilitati all’ NFC; altra piccola chicca di questo modello: premendo contemporaneamente i tasti di Pausa e Termina per due secondi è possibile effettuare l’allineamento automatico delle etichette in maniera agevole e rapida.

Sul retro troviamo l’inserto per l’alimentatore ed il connettore per l’interfaccia che rappresenta un’altra novità: la stampante ha come base una porta USB, ma all’occorrenza si può smontare la maschera sul retro ed installare la porta desiderata (opzionale).

ALTRE NUOVE CARATTERISTICHE

Altra novità assoluta è la presenza di uno switch a tre posizioni per regolare la temperatura senza dover intervenire tramite software; niente di nuovo per il fanfold slot e per le leve di apertura sui lati.

All’interno troviamo nella parte superiore l’alloggio per la cartuccia, caratterizzata da un design molto semplice con due portarotoli, che contemporaneamente accompagnano il nastro nella stampa e riavvolgono la parte utilizzata per concedere una sostituzione pulita e immediata; anche la testina può essere rimossa o sostituita (per passaggio da 203 a 300 dpi o per manutenzione o sostituzione) in maniera semplice senza bisogno di strumenti particolari, così come l’installazione di optional come taglierina o spellicolatore.

Nella parte inferiore risiedono il sistema di aggancio a molla per le etichette in rotolo con nucleo interno fino a 76,2 mm, regolabile anche tramite rotellina, ed il sensore per la lettura del gap e del black mark, che può essere spostato orizzontalmente per esigenza.

Non è solo l’estetica a colpirci: la ZD420 infatti è in grado di operare in maniera efficiente in un range di temperature che vanno da 0 a 40 °C e in ambienti con umidità tra il 20% e l’ 85% (in assenza di condensa); la larghezza e lunghezza massime di stampa sono quelle di una desktop (risp. 104 e 990 mm) e permette l’utilizzo di etichette in rotoli con anima interna di diametro 12,7 o 25,4 mm come standard e 50,88 o 76,2 mm attraverso gli adattatori.

La velocità massima di stampa consentita è la stessa della cugina della serie GX, ovvero 152 mm/s per la 203 dpi, e 102 mm/s per la 300 dpi, mentre le emulazioni compatibili sono ZPL II, EPL 2, XML e ZBI.

Che altro aggiungere se non un’impressione decisamente positiva, la ZD420 rappresenta un salto in avanti in termini di possibilità di customizzazione da parte dell’utente finale e di flessibilità in caso di necessità differenti da quelle di partenza; la parola che meglio si addice a questa macchina è senza ogni dubbio semplicità dell’utilizzo, nella sostituzione dei consumabili ma anche nell’integrazione, la gestione e la manutenzione, grazie anche alla piattaforma aperta Link-OS di Zebra per connettere i dispositivi smart della casa con app e software.

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